Riportiamo il Saluto che P. Marco Vianelli ha rivolto a tutti al termine della Settimana di Studi a Verona:
Anche quando “le cose” accadono, bisogna sceglierle.
Mi hanno insegnato che bisogna decidere di lasciar andare. Bisogna far la fatica di trovare delle parole per lasciarsi andare, altrimenti restano ferite aperte che si possono infettare (sia idealizzando e quindi de-realizzando, sia deprimendo).
Ho imparato che i legami in quanto tali sono per sempre.
Anche quando si trasformano o si rompono. Questo è rasserenante. Anche se ci si separa per un po’ o per sempre l’altro non lo si perde, perché “dopo di te non sono più lo stesso”. Quindi ogni "si" è per sempre (e questa non è una minaccia… ma una consapevolezza) posso lasciarti andare perché non ti perderò.
Cercavo in amici i gesti e le parole della separazione:
Questo non è un addio ma un arrivederci, ci incontreremo su strade nuove e in contesti nuovi e ci scopriremo arricchiti (di rughe e di storie ) e sarà allora bello ri-conoscerci.
Sono convinto inoltre che ogni separazione attiva in noi processi di fede:
- Fede in Dio che provvederà a darci altri compagni perché la Sua promessa di non lasciarci soli possa essere mantenuta (e se siamo stati bene, possiamo confidare che non manderà se non ancor più bene!)
- Fede in noi: non siamo esseri simbiotici, che traggono vita da altri, ma adulti capaci di cura, di custodia e di fantasia. Mi piace l’immagine con cui si conclude l’annunciazione del vangelo di Luca: “… e l’angelo parti da lei”. Ma come dopo il "si" di Maria la lascia sola? Ha affidato a lei la cosa più preziosa e adesso non le mette a disposizione tutte le schiere di angeli per accudirla … ha fatto tanto prima (l’ha preservata dal peccato) e adesso che c’è da fare se ne va … prende le distanze?
- In questo spazio leggo la fiducia e l’affidamento … non potrebbe che essere così!
Ringrazio Stefano Rossi e Barbara Baffetti, Pier Marco Trulli ed Emma Ciccarelli, don Ignazio de Nichilo, sr. Antonella e soprattutto Ombretta e Fabiola per la vicinanza e per avermi dato la possibilità di far casa anche lontano da casa!
Ringrazio la CEI che mi ha permesso si servire la Chiesa italiana e la famiglia nello specifico.
Ringrazio La consulta nazionale per il lavoro fatto assieme … mi pare che in questi ultime cose abbia dimostrato la sua maturità e creatività.
Ringrazio le diocesi del Triveneto ed in particolare quella di Verona che ci ha ospitato per questo convegno ed in particolare don Mattia e don Enzo che hanno mediato tra le nostre esigenze e la diocesi
Ringrazio ciascuno di voi per il prezioso apporto a questo evento e per l’avermi coinvolto nei vostri progetti nelle vostre diocesi è stato veramente arricchente!
Chiedo perdono se i questi anni non sempre vi ho testimoniato la letizia nel servizio, per gli sguardi non dati e per parole che possono aver ferito o confuso.
So di consegnare a chi viene una realtà adulta e creativa, che saprà rispondere con lui alle sfide di questo tempo
Buon Cammino!